Dal Vangelo secondo Luca
Lc 8,1-3
In quel tempo, Gesù se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio.
C'erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni.
Per Gesù Dio non è una cosa “da uomini”. Le donne sono con Lui, partecipano al cammino, mettono a disposizione ciò che sono e ciò che hanno e diventano protagoniste della missione. La mentalità del nostro tempo, rischia di ridurre ancora una donna a un oggetto, a un ruolo marginale, a qualcosa che pensiamo di poter possedere. A volte viene privata della vita e della sua libertà. Pensiamo a quando vogliamo decidere per lei, limitarla, controllarla, spegnere la sua voce e i suoi desideri. Il Vangelo ci ricorda che, davanti a Dio conta avere un cuore capace di riconoscere il bene ricevuto e di trasformarlo in dono. Impariamo ad amarci e rispettarci per ciò che di bene possiamo essere gli uni per gli altri, e proviamo a fermare ogni forma di violenza, a partire da ciò che possiamo fare noi nelle cose di ogni giorno. Buona giornata.
Caro Don Agus,
tu che hai dato vita a TRM, fondando nel 1979 Radio Maristella e nel 1986 Tele Maristella, instancabile sostenitore dell' uso dei media come strumento di evangelizzazione;
tu che hai scritto innumerevoli telegiornali con la tua macchina da scrivere, spesso su fogli riciclati;
oggi la nostra programmazione televisiva ti rende protagonista, mentre quella radiofonica, come ci hai insegnato in queste occasioni, trasmette solo musica strumentale.
Cosi sarà per oggi e per domani, nel segno del silenzio, della gratitudine e del ricordo.
Un esempio di dedizione, fede e passione che continuerà a vivere nella storia e nella missione della nostra emittente.
tu che hai dato vita a TRM, fondando nel 1979 Radio Maristella e nel 1986 Tele Maristella, instancabile sostenitore dell' uso dei media come strumento di evangelizzazione;
tu che hai scritto innumerevoli telegiornali con la tua macchina da scrivere, spesso su fogli riciclati;
oggi la nostra programmazione televisiva ti rende protagonista, mentre quella radiofonica, come ci hai insegnato in queste occasioni, trasmette solo musica strumentale.
Cosi sarà per oggi e per domani, nel segno del silenzio, della gratitudine e del ricordo.
Un esempio di dedizione, fede e passione che continuerà a vivere nella storia e nella missione della nostra emittente.
Dal Vangelo secondo Giovanni
(Gv 10,11-18)
In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario - che non è pastore e al quale le pecore non appartengono - vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».
Non siamo tutti nello stesso recinto, non partiamo dallo stesso punto, non abbiamo le stesse storie. Eppure la promessa non è l’uniformità, ma la comunione. Non è l’appartenenza che genera l’ascolto, ma l’ascolto che crea appartenenza. La comunione con Gesù è lasciarsi raggiungere dalla sua voce dentro la propria vita concreta, nelle contraddizioni, nelle distanze, perfino nei propri smarrimenti. E proprio lì accorgersi che non sei solo. Che il gregge non è fatto di perfetti, ma di chiamati. Diventare “un solo gregge” non significa diventare tutti uguali, ma accettare che l’altro, diverso da me, è chiamato dalla stessa voce. E allora la comunione non è uno sforzo morale, ma la conseguenza di un ascolto condiviso. Buona giornata.
(Gv 10,11-18)
In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario - che non è pastore e al quale le pecore non appartengono - vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».
Non siamo tutti nello stesso recinto, non partiamo dallo stesso punto, non abbiamo le stesse storie. Eppure la promessa non è l’uniformità, ma la comunione. Non è l’appartenenza che genera l’ascolto, ma l’ascolto che crea appartenenza. La comunione con Gesù è lasciarsi raggiungere dalla sua voce dentro la propria vita concreta, nelle contraddizioni, nelle distanze, perfino nei propri smarrimenti. E proprio lì accorgersi che non sei solo. Che il gregge non è fatto di perfetti, ma di chiamati. Diventare “un solo gregge” non significa diventare tutti uguali, ma accettare che l’altro, diverso da me, è chiamato dalla stessa voce. E allora la comunione non è uno sforzo morale, ma la conseguenza di un ascolto condiviso. Buona giornata.
Madonna dello Schiavo
Maria figlia del Padre
Madre del Figlio
Sposa dello Spirito Santo
Veglia su di noi stella del mare
Maria figlia del Padre
Madre del Figlio
Sposa dello Spirito Santo
Veglia su di noi stella del mare
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Festività Madonna dello Schiavo Breve incontro con la Comunità Carlofortina 15 Nov 2020








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